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Luca Carboni è nato a Bologna il 12 ottobre 1962. E' il penultimo di cinque figli. Il padre, Giovanni, è commesso in un negozio di articoli per l'infanzia. Franca, la madre, è casalinga. In casa Carboni la musica ha da sempre un ruolo primario. Sollecitati dal padre, ognuno dei cinque figli impara a suonare uno strumento musicale. Luca a 6 anni suona il pianoforte e ascolta dai mangianastri dei fratelli maggiori i grandi cantautori italiani, da Lucio Battisti a Francesco De Gregori.


Luca ha 14 anni e con alcuni amici del suo quartiere fonda il gruppo "Teobaldi Rock". Le prime prove del gruppo avvengono nella parrocchia, che in realtà è uno stabile prefabbricato che ha come pavimentazione il fondo stradale con tanto di strisce pedonali. Il basso, l'organo, una chitarra elettrica, l'amplificatore e il microfono sono della parrocchia, a cui si aggiunge un rullante e un charleston del batterista, e l'acustica amplificata che suona Luca. Il chiodo fisso di Luca è fare proprie canzoni e non cover, così comincia a comporre. Lo stabile prefabbricato non trattiene il suono, e dai palazzi vicini arrivano lamentele al parroco, così i "Teobaldi Rock"  si trovano nella cantina del cantante (Luca suona la chitarra e compone) la loro sede definitiva e cominciano a provare regolarmente due sere alla settimana.


L'anno dopo cominciano i primi concerti con altri gruppi bolognesi negli spazi che la città offre ai giovani gruppi musicali: teatri parrocchiali e centri di quartiere. Sono gli anni del Punk e poi della New Wave, e Bologna è in un momento di grande tensione politica, artistica e soprattutto musicale.


 

I "Teobaldi Rock" partecipano al grande concerto "Bologna Rock '80" delle band underground bolognesi al palazzo dello sport. Luca sente però l'esigenza di andare oltre i concerti bolognesi e spinge il gruppo a diradare i concerti per concentrarsi nella realizzazione di registrazioni che diano la possibilità di produrre dischi. 


La band realizza così realizzano il primo demotape che grazie ad una piccola produzione permetterà di realizzare un 45 giri con due brani registrati, cantati e mixati in un unico giorno. Ne esce un 45 giri con "Odore d'inverno" e "L.N." di pessima qualità sonora, che viene distribuito solo a livello bolognese... ma il sogno di realizzare un disco si è avverato!

Luca è convinto che la musica è il suo futuro, lascia la scuola (l'istituto tecnico agrario) e va a fare il commesso in un negozio di scarpe, convinto che l'indipendenza economica gli permetterà di comprare strumenti ed essere più a disposizione del gruppo musicale. Il gruppo riesce a trovare una nuova produzione per un nuovo 45 giri, ma prima che si realizzi il gruppo si scioglie anche per la scelta di alcuni componenti di dedicarsi esclusivamente agli studi universitari. Bologna fortunatamente è una città viva musicalmente non solo a livello underground. Ci sono artisti come Francesco Guccini e Claudio Lolli; è il momento del grande successo di Lucio Dalla prima e di Vasco Rossi poi. A Bologna c'è la sede degli studi di registrazione come la "Fonoprint". Bologna è quindi a tutti gli effetti la città che può dare opportunità e possibilità di incontri nel mondo musicale. Luca infatti lascia alcuni suoi testi all'osteria "da Vito", popolare ritrovo di cantautori, artisti e studenti universitari e così Lucio Dalla e gli Stadio dopo averli letti gli propongono di scrivere un testo per il primo album che stanno registrando proprio in quei giorni negli studi "Fonoprint".

 

APPROFONDIMENTI:

IL 45 GIRI

I TEOBALDI ROCK


Nasce così "Navigando controvento" canzone contenuta nel primo album degli Stadio.


Sciolti i Teobaldi Rock Luca si convince di cantare le cose che scrive, e nel giro di due anni scrive e realizza un demotape che gli permette di fare un contratto con la RCA, con quelle che saranno poi le canzoni dell'album di esordio registrato a Bologna alla "Fonoprint" nel 1983.


A Marzo esce il primo album di Luca Carboni, "...INTANTO DUSTIN HOFFMAN NON SBAGLIA UN FILM". Alla realizzazione del disco partecipano anche personaggi come Ron e gli Stadio, in particolare Gaetano Curreri tastierista e co-produttore del disco. Canzoni destinate ad entrare in un repertorio di assoluto successo, alcune sono amare e delicate e si fanno apprezzare per la qualità della vena narrativa, altre, come "Ci stiamo sbagliando", rivelano in Luca Carboni molto di più di una personalità semplicemente interessante: la capacità rara di farsi interprete naturale dei pensieri e dei dubbi di una generazione. L'album (che viene accompagnato anche da un indovinato video) raggiunge l'obiettivo: i giovani ne restano affascinati, colgono forse in quelle canzoni uno specchio del loro mondo interiore e le sottili tracce di ottimismo di cui sono alla ricerca. Dell'album si vendono più di trentamila copie, e quasi cinquantamila copie del singolo "Ci stiamo sbagliando". La critica musicale per quanto stenti ad inquadrare il personaggio, gli riconosce un indiscusso carisma ed un potenziale artistico da seguire nei suoi sviluppi con estrema attenzione. La tournèe fa scoprire il contatto di Luca con il suo pubblico.

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: ...E INTANTO DUSTIN HOFFMAN NON SBAGLIA UN FILM

IL TOUR


Il suo secondo LP "FOREVER" esce puntuale ad un anno di distanza. Contiene canzoni leggere ma allo stesso tempo riflessive ed ironiche, lontane sia dal pop superficiale, sia dal retaggio ideologico della "vecchia" (a questo punto) canzone cantautorale. Canzoni come "Sexy" e "Solarium" riflettono e raccontano con ironia gli anni '80, il nuovo mondo dell'immagine, della tecnologia e dell'informatica... In "FOREVER" c'è un punto di vista nuovo, inedito, di chi è consapevole di fare parte di un nuovo tempo, di una nuova generazione (Luca ha ora ventitré anni) e di essere tra i primi che la vivono e la cantano (è come se per Luca e i suoi coetanei il muro di Berlino fosse già caduto) cercandone anche il lato positivo ("Sarà un uomo"), la voglia di scoprire un nuovo romanticismo ("Sugo", "Le nostre parole"). Arrangiamenti modernissimi che non soffocano, anzi sottolineano la semplicità di questo nuovo linguaggio minimale, i testi sembrano davvero semplici conversazioni reali tra coetanei. L'album, facile e difficile allo stesso tempo, supera comunque le settantamila copie vendute, segno che Luca e i suoi coetanei si capiscono. Forever verrà proposto anche ai concerti del 1985 e ai concerti del 1986, tra cui quello in Canada.

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: FOREVER

IL TOUR


La gestazione del terzo album è più lunga del previsto. Il successo per quanto non abbia ancora un aspetto massiccio, è entrato inaspettato nella vita del timido artista bolognese, e ne ha sconvolto inevitabilmente ritmi ed abitudini. È più difficile trovare la quiete, la solitudine di cui ha bisogno; cerca di prendere tempo e passa attraverso una inevitabile crisi di crescita. In questo periodo l'aiuta anche la scoperta della pittura. Gli occorrono due anni prima che il nuovo album, che intitolerà semplicemente "LUCA CARBONI" veda la luce.
"Silvia lo sai", la canzone scelta come "primo singolo", tenera e crudele dove l'amore adolescenziale e l'amicizia si dissolvono nelle trappole della droga, diventa qualcosa di simile ad un inno generazionale, una canzone-simbolo. Ma poi l'album svela, a sorpresa, anche un'altra canzone-simbolo che colpisce ancora più in profondità, e arriva dritto al cuore dei settecentomila ragazzi e ragazze che si portano a casa questo album: "Farfallina". Questa è una canzone in cui il nuovo linguaggio di Luca Carboni diventa ispirato e preciso, "trasgressivamente" romantico, semplice, leggero e diretto, rispetto alla canzone d'autore tradizionale, e colpisce per l'uso dei "diminutivi", per il grido "...Ho bisogno di affetto!" , per l'arrangiamento molto scarno (batteria e tappeto senza il basso). È un album decisamente più "dolce" del precedente "FOREVER", ma viene sempre fuori la vena ironica soprattutto in canzoni come "Caro Gesù" (...fammi entrare nel business...), "Continuate così" (...uccellini a cinguettare, io non vi maledico, anche se è presto e mi svegliate...), "Lungomare" (...il pescatore Giorgio...si orienta con le insegne degli hotel...), addirittura anche nella dolce e romantica "Vieni a vivere con me" (...potremmo studiare il modo di vivere senza lavorare...). "LUCA CARBONI" non manca poi di canzoni più intimiste come "Gli autobus di notte" e "Chicchi di grano" che chiude l'intero album. L'album esce, due anni più tardi, anche in una versione spagnola: è il primo esperimento di Luca per il pubblico straniero. La stampa parla ormai di "fenomeno", a Carboni si dedicano copertine, articoli, ma anche analisi dalle conclusioni spesso tutt'altro che entusiasmanti. Fatica molto la critica ufficiale a capire e ad immedesimarsi nel linguaggio e nei sentimenti delle nuove generazioni, è spiazzata dalla mancanza della visione ideologica, senza la quale non ha più gli elementi per giudicare, per distinguere il bene e il male, il positivo e il negativo, e pur intuendo qualcosa, è tentata di minimizzare il tutto facendo passare Carboni per un malinconico "sex symbol" che canta "canzonette" per ragazzine e ragazzini di una generazione confusa, individualista, che rinnega superficialmente tutta una serie di valori. Il nesso tra il mondo musicale e poetico del cantautore bolognese (non sempre facile e non sempre accessibile a tutti) e la popolarità incredibile che lo accompagna ai concerti (una tournèe lunghissima che toccherà molte città e località italiane, che parte nel 1987, ma che continua anche l'anno seguente, risulta di difficile soluzione anche per i critici più navigati. L'album resta in testa alle classifiche per cinque mesi ininterrottamente, ed il lunghissimo tour conferma la nascita di una "star".

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: LUCA CARBONI

IL TOUR: LUCA CARBONI TOUR 1987

IL TOUR: LUCA CARBONI TOUR 1988


 

Carboni rifiuta l'immagine della "star", e appena conosciuto il grande successo, si "prende" altri due anni, riflette e lavora ad un album che non ricalchi il precedente, sente l'esigenza di realizzare un album "trasgressivo" anche nei confronti del suo "successo", un album più intimo nei testi e più acustico musicalmente, più riflessivo. Nasce così "PERSONE SILENZIOSE" che è a livello Italiano un album sonoricamente atipico (forse più vicino al mondo di una band americana come i R.E.M. che verrà fuori di lì a poco, e che guarda caso è della stessa generazione di Luca), con canzoni più essenziali, più spartane. Ma c'è sempre molta dolcezza, ed a sorpresa anche più concessioni alla "poesia", addirittura la canzone "I ragazzi che si amano" prende spunto da una vera poesia di Prèvert. "Primavera" è la canzone che apre l'album, quasi un tango appena accennato, struggente, moderno e antico nello stesso tempo, come il testo che passa continuamente dal passato al futuro, dal bambino all'adulto. "...Te che non so chi sei" svela i dubbi, le incertezze e la fragilità, la paura di non cambiare più se stessi, ed è il primo singolo scelto per questo album. Le chitarre di Bruno Mariani (co-produttore dell'album) accompagnano e si alternano alla voce di Luca, che a tratti diventa più graffiante e "cattiva" mentre racconta di chi (apparentemente) non conta, non ha potere, non sta nella "stanza dei bottoni", a tutti i livelli: le "Persone silenziose" appunto. Il coraggio e l'onestà di Luca Carboni saranno premiati da un successo enorme nelle vendite e da un'accoglienza clamorosa nei concerti di un tour molto particolare, un "concept tour" con un progetto e una scenografia molto elaborata, un concerto che è quasi un "clip" di due ore (è un vero peccato che non sia rimasta una testimonianza in video!), che gira i teatri di tutte le principali città italiane. Cinquecentomila copie vendute di questo bellissimo e difficile album, arrivano nonostante la scelta di una certa "silenziosità" di Luca nel darsi promozionalmente e televisivamente.

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: PERSONE SILENZIOSE

IL TOUR: PERSONE SILENZIOSE TOUR


 

Ormai l'artista bolognese sente evidentemente che "prendere" tempo è fondamentale per la gestazione di un album, ci vogliono infatti altri due anni perché esca "CARBONI", il 10 gennaio del 1992. Lo slogan che accompagna la campagna di lancio: "Il primo disco del 1992!" va ben oltre la pura constatazione cronologica, infatti ad una settimana dall'uscita l'album è primo in classifica, ed inizia una escalation di vendita senza precedenti per la storia di Carboni. "CARBONI" è un album realizzato in studio quasi totalmente da Carboni e Mauro Malavasi con pochi altri musicisti (Mauro Patelli, Mauro Gardella e Jimmy Villotti alle chitarre).Con Malavasi che è anche il produttore dell'album, Carboni inventa un sound nuovo leggero e minimale, "Ci vuole un fisico bestiale" e "Mare mare", ma che si ritrova anche in canzoni come "Le storie d'amore", "La mia città" e "Siamo le stelle del cielo". In questo album Carboni inserisce un brano sulla mafia ("Alzando gli occhi al cielo"): da lì a pochi mesi avrebbero perso la vita, in due distinti attentati a Palermo, i giudici Falcone e Borsellino con le rispettive scorte. Questo è l'album dove Carboni riesce con più alto livello di ispirazione e continuità in quello che sembra essere il suo progetto dall'inizio della sua carriera e cioè: dire cose profonde con semplicità, essenzialità e leggerezza, in una forma "popolare" e nello stesso tempo originale per il suo "minimalismo". E queste idee vengono portate alla gente anche con il "Ci vuole un fisico bestiale Tour". Nasce con questo album un sound che "segna" il panorama pop italiano e di lì a poco non poche produzioni si rifaranno o addirittura imiteranno il sound di "CARBONI". In realtà la musica di Carboni è un Pop Trasversale nel senso che ci sono tante influenze che convergono nella sua musica, ma nessuna è predominante. Carboni fugge continuamente appena la sua musica rischia di diventare qualcosa di preciso e riconoscibile come "genere musicale", la "non appartenenza" sembra la sua ossessione, sembra che provi orrore ad essere classificato in una "categoria musicale".... "Mi sembra anacronistico e comunque fuori dalla mia visione della musica e della canzone arrivare anche solo a pensare di ritenermi esplicitamente un autore rock, reggae oppure hip pop, etc.....o tutte le sotto-etichette che vengono inventate giorno per giorno impossibili anche da memorizzare. La cosa che mi piace ancora di meno è il "razzismo" delle caste musicali, i problemi di immagine, di non contaminazione, di snobismo che ci sono tra queste caste...ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma mi mette molta tristezza quando sento un "artista" (quasi sempre sollecitato dall'industria discografica) dire cose del tipo: il "mio" pubblico non approverebbe, non capirebbe".... dice Carboni nelle interviste presentando questo album. Questi discorsi si traducono in fatti quando Carboni propone a Lorenzo Cherubini (Jovanotti) di fare un tour insieme. Un tour di otto concerti che i due preparano con grande carica ed energia e che avrà uno straordinario successo di "gente" a testimoniare come non si possa dire il "mio" ed il "tuo" pubblico, e come la gente non sia in realtà così legata a quegli schemi di cui Carboni parlava sopra. Si chiude così il 1992, un anno molto intenso che è volato via tra emozioni, grandi intese, forti correnti affettive, strette di mano, incontri speciali.

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: CARBONI

IL TOUR: CI VUOLE UN FISICO BESTIALE TOUR

IL TOUR: 1992 TOUR


 

Dopo i concerti con Lorenzo, Luca sente l'esigenza di fa conoscere la propria musica oltre i confini e parte così nei primi mesi dell'anno una Tournée per l'estero. Ma il 1992 è stato ricco di successi per Luca che desidera "fissare" quell'anno, ricordarlo, fotografarlo. Un diario? Un diario, perché no. Nasce il "DIARIO CARBONI": non un live in senso tradizionale, non un semplice misto "dal vivo con inediti", non la pura rivisitazione e riproposta di brani già conosciutissimi. La definizione la dà lo stesso Luca: "un album un po' live, un po' ripensato, un po' nuovo". A condurre subito il disco verso il primo posto della classifica è "Faccio i conti con te", brano godibilissimo che parla dei rapporti con il nostro prossimo, anche quello multirazziale dell'imminente domani. Ma non sono certo seconde scelte "Il mio cuore fa ciock", "Spider" in duetto con Ugo Rapezzi e "Vedo risorgere il sole" ancora con Jovanotti: le pagine più recenti di un volume che, giorno dopo giorno, con la discrezione che è propria del suo protagonista, è arrivato a raccontare i primi dieci anni di una straordinaria vicenda artistica. Il "Diario Tour" arriva nelle città italiane più importante, dove Luca canta nel pomeriggio e alla sera, con una scenografia molto particolare dove spunta un mondo (che due anni dopo sarà l'elemento chiave del nuovo album).

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: DIARIO CARBONI

IL TOUR: CI VUOLE UN FISICO BESTIALE TOUR EUROPEO

IL TOUR: DIARIO TOUR


 

A qualche mese dall'uscita dell'album e dopo la tournèe italiana nei "piccoli spazi", nel febbraio 1994 l'album Diario Carboni esce, con il titolo "Diario" e con una copertina diversa,  in Svizzera, Austria, Germania, Olanda, Svezia, Francia e Grecia. Parte quindi la tournèe europea intitolata.

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: DIARIO

IL TOUR: DIARIO TOUR EUROPEO


 

Anticipato dal singolo "Inno Nazionale" (che contiene anche "Himno Hipernacional", il testo cantato in spagnolo, in omaggio con un quotidiano), il 12 Ottobre 1995, giorno in cui Carboni compie trentatré anni, esce "MONDO world welt monde". Questo nuovo album in cui è accentuata la ricerca del minimale e dell'essenziale non è però realizzato come "CARBONI" a "quattro mani", anzi, la maggior parte delle canzoni Carboni le registra con la band che lo ha accompagnato dal vivo in questi anni (che "battezza" per l'occasione: "Inno N. Band"). Il "lavorare" con la band porta ad una energia nuova ed a una scelta di suoni più scarna e più grezza, le canzoni realizzate in questo modo vengono registrate in diretta, con pochissimi reverberi ed effetti, come una registrazione di prove e la prima idea di Carboni è di titolare l'album "Demotape '95" (provini). Ma l'album non ha solo una direzione, in realtà oltre ai brani realizzati in questo modo "acustico" come: "Inno Nazionale", "Mercoledì", "Onda", "Sto perdendo tempo","Ex.T.Blu", "Kalore", "Condomini del mondo", si alternano brani non "acustici" come "Ni na na", "Non è", "Batte il cuore", "Nuovo mondo". Il secondo singolo comprende  "Virtuale" che si fa notare per la sua iper-essenzialità e una preghiera: "Pregare per il mondo". Sembra essere un album che vive di contrari, di contraddizioni musicali, come se Carboni avesse voluto mettere due "album" in uno, due "mondi" in uno, come per dire: "... sono così, io sono questo e quello, la mia musica va da qui a là ,e forse anche oltre...spero!...". E così anche questo rimane un album difficile da catalogare, da definire, è comunque sempre rigorosamente il "mondo" di Carboni, con i testi che hanno dolcezza ed ironia allo stesso tempo, riflessione e istinto impulsivo. Sono infatti le parole che decidono il titolo "MONDO world welt monde", parole che parlano spesso di "globalità", di "apertura", di "disponibilità verso gli altri e verso i grandi cambiamenti" che stiamo già vivendo alle soglie del nuovo secolo e del nuovo millennio e che spingono Carboni a mettere nel CD simbolicamente anche le traduzioni in altre lingue. Del resto la "filosofia" del lavoro è spiccatamente "sovranazionale", e già "Faccio i conti con te" aveva lanciato un segnale in questa direzione: "fare i conti" non solo con i propri diretti interlocutori, con il proprio referente affettivo, ma anche con un nuovo fratello nero o giallo, ovvero con un tessuto sociale che, oltre a "colorarsi", si complica specialmente quando si è "troppo italiani" come detto con dura ironia in "Inno nazionale"

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: MONDO (WORLD-WELT-MONDE)


L'album è pubblicato qualche mese più tardi anche in versione spagnola con il titolo "MUNDO" ed è composto da 10 brani adattati appositamente da Miguel Bosè. A Febbraio, dopo più di tre mesi di preparazione e progettazione, "MONDO" diventa "MondoTour 1996": sette concerti nelle grandi città italiane, uno dei tour più belli, nuovi ed interessanti che si siano visti in Italia negli ultimi anni. 

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: MONDO (WORLD-WELT-MONDO)

IL TOUR: MONDO TOUR


E' a maggio del 1998 che esce "CAROVANA" un album che Carboni presenta come "un viaggio intimo, di pensieri e stati d'animo... più che canzoni, appunti, ipotesi di canzoni".
L'album viene realizzato in un modo singolare, in casa col computer, un album "house", senza la ricerca di un sound potente, ma al contrario, con l'obiettivo di fissare atmosfere, sensazioni, abbastanza rarefatte. Addirittura la copertina è realizzata dallo stesso Carboni con il pc. A parte il singolo di apertura dal titolo "Le ragazze" che vive di una certa energia e di un certo ritmo, il resto dell'album, a partire dal brano che lo apre, "La casa", è sicuramente un percorso lento, ma intenso ed emozionante, nella ricerca di comunicare qualcosa di profondo e maturo, al di là delle mode e delle tendenze. Canzoni come "Colori", "Ferite", "Caldino", "Occidente&Oriente", sono talmente intime e profonde che sembrano sussurrate a chi sta ascoltando l'album. Non mancano però anche momenti più leggeri ed ironici: "Macedonia polare" e "La cravatta".
Il "Live" legato a questo album vede Carboni "partire" prima con la "Carovana di settembre", una serie di concerti con una grande orchestra d'archi (OFI Chamber Orchestra ), sperimentale e spettacolare.

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: CAROVANA

IL TOUR: CAROVANA DI SETTEMBRE E CAROVANA D'INVERNO TOUR


Il 1999 inizia in concerto con il "Carovana Tour 1999", che fa registrare una serie di tutto esaurito nei teatri italiani e esteri e che mantiene, dell'esperienza precedente, un quartetto di archi affiancato alla band. In maggio nasce a Bologna Samuele, il primo figlio di Luca e Marina, la sua compagna. Ed è alla compagna e al figlio che Luca dedica "La mia ragazza", brano contenuto ne "IL TEMPO DELL'AMORE 1999-1984" pubblicato ad ottobre. L'album è una raccolta con 16 successi di Carboni più due inediti (che sono anche contenuti nel singolo): "La mia ragazza""La mia ragazza"  e "Il tempo dell'amore". Un album per percorrere quindici anni di carriera, per celebrare i 4 milioni di dischi venduti.  

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: IL TEMPO DELL'AMORE

IL TOUR: CAROVANA D'INVERNO TOUR


Il successo dell'album si trasforma in un grande successo nel tour europeo, il "Live Europe 2000", che verrà seguito da quasi 200.000 persone.

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APPROFONDIMENTI:

IL TOUR: LIVE EUROPE TOUR


A gennaio Luca Carboni inizia i lavori per il nuovo album che verrà alla luce solo 10 mesi dopo (il 26 ottobre). Il titolo che l'artista da al suo nuovo album è "LU*CA", e lui stesso lo definisce come un "autoritratto". Interamente dedicato al figlio Samuele, contiene anche un brano ispirato dalla morte della madre ("Voglia di piangere") e il brano "Stellina (dei cantautori)" dedicato a Renzo Cremonini, grande amico e primo produttore di Carboni, scomparso a settembre. Il primo singolo "Mi ami davvero" è il più trasmesso alle radio, l'album entra subito in classifica e si piazza istantanemente al primo posto.

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: LU*CA


Sulle onde del successo dell'album "LU*CA", il 18 gennaio viene pubblicato il secondo singolo "La nostra storia", una ballata intensa e originale. Prodotto anche il video, la canzone diventa colonna sonora di "Azione aiuto", un'associazione che raccoglie fondi per promuovere adozioni a distanza. Il 26 gennaio prende il via il "Lu*ca Tour 2002" che vedrà Luca impegnato in moltissimi teatri d'Italia, ma anche in Germania, Svizzera, Austria e, per la prima volta, in Slovenia: oltre 70 concerti!!!  In Febbraio, partecipa ad una trasmissione con Dalla, e duetta in una esibizione memorabile  il brano "Ayrton" scritto nel 1992 da Lucio. In estate esce il singolo "Le parole", mentre il 13 settembre è la volta del brano "Stellina (dei cantautori)". Luca per la prima volta partecipa al Premio Tenco, e in ottobre è ospite alla Barcolana di Trieste. Di nuovo in tv con Morandi. A dicembre esce il primo DVD di Luca, intitolato semplicemente "Autoritratto": la voce di Luca fuoricampo racconta dieci tra i migliori videoclip di Luca, compreso quello di "Mi ami davvero".

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APPROFONDIMENTI:

DVD: AUTORITRATTO

IL TOUR: LU*CA TOUR


Dopo mesi di lavoro e selezione su tutto il materiale Live registrato nei vari concerti degli ultimi 10 anni (1992-2002), esce in ottobre il primo doppio album Live di Luca Carboni, intitolato "Luca Carboni Live" (che modestamente ha scartato l'ipotesi di intitolarlo "Il grande Live". Una selezione di 29 significativi brani dal vivo tratti da tutti gli album pubblicati da Luca con l'aggiunta dell'inedita ballata "Settembre", che diverrà anche un bellissimo videoclip.

Con l'uscita dell'album anche l'anticipazione che nel febbraio dell'anno successivo sarebbe stato pubblicato "Autoritratto", il primo libro scritto da Luca.

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: LUCA CARBONI LIVE


Il secondo singolo estratto dall'album live è la versione dal vivo di uno storico brano di Luca: Farfallina. E come promesso, a fine febbraio la casa editrice Pendragon pubblica "Autoritratto", il primo libro di Luca che lo presenta con il seguente slogan: "Questo non è un libro, ma un pasticcio di visioni". Un lavoro particolare che miscela le opere pittoriche (i disegnini!) di Luca e le sue poesie, con molte riflessioni rivolte al passato e con le speranze per il futuro. Parte una serie di presentazioni del libro in svariati luoghi: da librerie a circoli culturali, da centri commerciali ad aule universitarie. Luca incontra i suoi lettori ed ogni volta risponde alle domande. L'affetto del pubblico verrà a breve ricambiato con un tour,  "Autoritratto Live". Si tratta di concerti che recuperano brani storici, da tempo non proposti dal vivo. Scenografie essenziali e giochi di luce regalano atmosfere soft e intime. E' un successo di pubblico, il pubblico di sempre che lo acclama da ormai venti anni.

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APPROFONDIMENTI:

LIBRO: AUTORITRATTO

TOUR: AUTORITRATTO LIVE


In anteprima al tg2 della Rai e poi dall'8 settembre in onda su tutte le emittenti radiofoniche il primo singolo "Malinconia". Una ballata dolce che mesola ritmi rock, capace di riproporre temi difficili da raccontare, quasi fossero tabù ("e pensare, che potrebbe anche esser dolce, un giorno anche morire"), tuttavia espressi con forte impatto emotivo da Luca.

Il brano entra subito in classifica e anticipa l'album "...Le band si sciolgono", che nonostante sia il primo disco interamente prodotto da Luca, che suona anche le tastiere in tutti i brani, è un album che trova la partecipazione di Gaetano Curreri (autore delle musiche del brano "Lampi di vita"), di Pino Daniele (musicista in "La mia isola", brano che Luca ha voluto dedicare all'Isola d'Elba) e di Tiziano Ferro (in un duetto "Pensieri al tramonto".

L'album, composto da 9 brani, ha come tema principale il tempo ed è pubblicato il 29 settembre 2006, in versione cd e cd+dvd.

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APPROFONDIMENTI:

ALBUM: ...LE BAND SI SCIOLGONO


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