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1962
- 1976 - 1977 - 1980
- 1981 -1982 - 1983
- 1984 - 1985 -1987
-1989 - 1992
1993
-1994 - 1995 - 1996
- 1998 - 1999 - 2000
- 2001 - 2002 - 2003
- 2004 - 2006
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Luca
Carboni è nato a Bologna il 12 ottobre 1962. E' il
penultimo di cinque figli. Il padre, Giovanni, è commesso
in un negozio di articoli per l'infanzia. Franca, la madre,
è casalinga. In casa Carboni la musica ha da sempre un
ruolo primario. Sollecitati dal padre, ognuno dei cinque
figli impara a suonare uno strumento musicale. Luca a 6 anni
suona il pianoforte e ascolta dai mangianastri dei fratelli
maggiori i grandi cantautori italiani, da Lucio Battisti a
Francesco De Gregori.
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Luca
ha 14 anni e con alcuni amici del suo quartiere fonda il
gruppo "Teobaldi
Rock". Le prime prove del gruppo avvengono nella
parrocchia, che in realtà è uno stabile prefabbricato che
ha come pavimentazione il fondo stradale con tanto di
strisce pedonali. Il basso, l'organo, una chitarra
elettrica, l'amplificatore e il microfono sono della
parrocchia, a cui si aggiunge un rullante e un charleston
del batterista, e l'acustica amplificata che suona Luca. Il
chiodo fisso di Luca è fare proprie canzoni e non cover,
così comincia a comporre. Lo stabile prefabbricato non
trattiene il suono, e dai palazzi vicini arrivano lamentele
al parroco, così i "Teobaldi
Rock" si trovano nella cantina del cantante
(Luca suona la chitarra e compone) la loro sede definitiva e
cominciano a provare regolarmente due sere alla settimana.
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L'anno
dopo cominciano i primi concerti con altri gruppi bolognesi
negli spazi che la città offre ai giovani gruppi musicali:
teatri parrocchiali e centri di quartiere. Sono gli anni del
Punk e poi della New Wave, e Bologna è in un momento di
grande tensione politica, artistica e soprattutto musicale.
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I
"Teobaldi
Rock" partecipano al grande concerto "Bologna
Rock '80" delle band underground bolognesi al palazzo
dello sport. Luca sente però l'esigenza di andare oltre i
concerti bolognesi e spinge il gruppo a diradare i concerti
per concentrarsi nella realizzazione di registrazioni che
diano la possibilità di produrre dischi.
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La
band realizza così realizzano il primo demotape che grazie
ad una piccola produzione permetterà di realizzare un 45
giri con due brani registrati, cantati e mixati in un unico
giorno. Ne esce un 45
giri con "Odore d'inverno" e "L.N."
di pessima qualità sonora, che viene distribuito solo a
livello bolognese... ma il sogno di realizzare un disco si
è avverato!
Luca
è convinto che la musica è il suo futuro, lascia la scuola
(l'istituto tecnico agrario) e va a fare il commesso in un
negozio di scarpe, convinto che l'indipendenza economica gli
permetterà di comprare strumenti ed essere più a
disposizione del gruppo musicale. Il
gruppo riesce a trovare una nuova produzione per un nuovo 45
giri, ma prima che si realizzi il gruppo si scioglie anche
per la scelta di alcuni componenti di dedicarsi
esclusivamente agli studi universitari. Bologna
fortunatamente è una città viva musicalmente non solo a
livello underground. Ci sono artisti come Francesco Guccini
e Claudio Lolli; è il momento del grande successo di Lucio
Dalla prima e di Vasco Rossi poi. A Bologna c'è la sede
degli studi di registrazione come la "Fonoprint".
Bologna è quindi a tutti gli effetti la città che può
dare opportunità e possibilità di incontri nel mondo
musicale. Luca infatti lascia alcuni suoi testi all'osteria
"da Vito", popolare ritrovo di cantautori, artisti
e studenti universitari e così Lucio
Dalla e gli Stadio
dopo averli letti gli propongono di scrivere un testo per il
primo album che stanno registrando proprio in quei giorni
negli studi "Fonoprint".
APPROFONDIMENTI:
IL
45 GIRI
I
TEOBALDI ROCK
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Nasce
così "Navigando controvento" canzone contenuta
nel primo album degli Stadio.
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Sciolti
i Teobaldi
Rock Luca si convince di cantare le cose che scrive, e
nel giro di due anni scrive e realizza un demotape
che gli permette di fare un contratto con la RCA, con quelle
che saranno poi le canzoni dell'album
di esordio registrato a Bologna alla "Fonoprint"
nel 1983.
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A
Marzo esce il primo album di Luca Carboni, "...INTANTO
DUSTIN HOFFMAN NON SBAGLIA UN FILM". Alla
realizzazione del disco partecipano anche personaggi come Ron
e gli Stadio,
in particolare Gaetano
Curreri tastierista e co-produttore del disco. Canzoni
destinate ad entrare in un repertorio di assoluto successo,
alcune sono amare e delicate e si fanno apprezzare per la
qualità della vena narrativa, altre, come "Ci
stiamo sbagliando", rivelano in Luca Carboni molto
di più di una personalità semplicemente interessante: la
capacità rara di farsi interprete naturale dei pensieri e
dei dubbi di una generazione. L'album (che viene
accompagnato anche da un indovinato video) raggiunge
l'obiettivo: i giovani ne restano affascinati, colgono forse
in quelle canzoni uno specchio del loro mondo interiore e le
sottili tracce di ottimismo di cui sono alla ricerca. Dell'album
si vendono più di trentamila copie, e quasi cinquantamila
copie del singolo
"Ci stiamo sbagliando". La critica musicale per
quanto stenti ad inquadrare il personaggio, gli riconosce un
indiscusso carisma ed un potenziale artistico da seguire nei
suoi sviluppi con estrema attenzione. La tournèe
fa scoprire il contatto di Luca con il suo pubblico.
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
...E INTANTO DUSTIN HOFFMAN NON SBAGLIA UN FILM
IL
TOUR
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Il
suo secondo LP "FOREVER"
esce puntuale ad un anno di distanza. Contiene canzoni
leggere ma allo stesso tempo riflessive ed ironiche, lontane
sia dal pop superficiale, sia dal retaggio ideologico della
"vecchia" (a questo punto) canzone cantautorale.
Canzoni come "Sexy"
e "Solarium"
riflettono e raccontano con ironia gli anni '80, il nuovo
mondo dell'immagine, della tecnologia e dell'informatica...
In "FOREVER"
c'è un punto di vista nuovo, inedito, di chi è consapevole
di fare parte di un nuovo tempo, di una nuova generazione
(Luca ha ora ventitré anni) e di essere tra i primi che la
vivono e la cantano (è come se per Luca e i suoi coetanei
il muro di Berlino fosse già caduto) cercandone anche il
lato positivo ("Sarà
un uomo"), la voglia di scoprire un nuovo
romanticismo ("Sugo",
"Le
nostre parole"). Arrangiamenti modernissimi che non
soffocano, anzi sottolineano la semplicità di questo nuovo
linguaggio minimale, i testi sembrano davvero semplici
conversazioni reali tra coetanei. L'album, facile e
difficile allo stesso tempo, supera comunque le settantamila
copie vendute, segno che Luca e i suoi coetanei si
capiscono. Forever verrà proposto anche ai concerti
del 1985 e ai concerti
del 1986, tra cui quello
in Canada.
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
FOREVER
IL
TOUR
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La
gestazione del terzo
album è più lunga del previsto. Il successo per quanto
non abbia ancora un aspetto massiccio, è entrato
inaspettato nella vita del timido artista bolognese, e ne ha
sconvolto inevitabilmente ritmi ed abitudini. È più
difficile trovare la quiete, la solitudine di cui ha
bisogno; cerca di prendere tempo e passa attraverso una
inevitabile crisi di crescita. In questo periodo l'aiuta
anche la scoperta
della pittura. Gli occorrono due anni prima che il nuovo
album, che intitolerà semplicemente "LUCA
CARBONI" veda la luce.
"Silvia
lo sai", la canzone scelta come "primo
singolo", tenera e crudele dove l'amore
adolescenziale e l'amicizia si dissolvono nelle trappole
della droga, diventa qualcosa di simile ad un inno
generazionale, una canzone-simbolo. Ma poi l'album svela, a
sorpresa, anche un'altra canzone-simbolo che colpisce ancora
più in profondità, e arriva dritto al cuore dei
settecentomila ragazzi e ragazze che si portano a casa
questo album: "Farfallina".
Questa è una canzone in cui il nuovo linguaggio di Luca
Carboni diventa ispirato e preciso, "trasgressivamente"
romantico, semplice, leggero e diretto, rispetto alla
canzone d'autore tradizionale, e colpisce per l'uso dei
"diminutivi", per il grido "...Ho bisogno di
affetto!" , per l'arrangiamento molto scarno (batteria
e tappeto senza il basso). È un album decisamente più
"dolce" del precedente "FOREVER",
ma viene sempre fuori la vena ironica soprattutto in canzoni
come "Caro
Gesù" (...fammi entrare nel business...), "Continuate
così" (...uccellini a cinguettare, io non vi
maledico, anche se è presto e mi svegliate...), "Lungomare"
(...il pescatore Giorgio...si orienta con le insegne degli
hotel...), addirittura anche nella dolce e romantica "Vieni
a vivere con me" (...potremmo studiare il modo di
vivere senza lavorare...). "LUCA
CARBONI" non manca poi di canzoni più intimiste
come "Gli
autobus di notte" e "Chicchi
di grano" che chiude l'intero album. L'album esce,
due anni più tardi, anche in una versione
spagnola: è il primo esperimento di Luca per il
pubblico straniero. La stampa parla ormai di
"fenomeno", a Carboni si dedicano copertine,
articoli, ma anche analisi dalle conclusioni spesso
tutt'altro che entusiasmanti. Fatica molto la critica
ufficiale a capire e ad immedesimarsi nel linguaggio e nei
sentimenti delle nuove generazioni, è spiazzata dalla
mancanza della visione ideologica, senza la quale non ha più
gli elementi per giudicare, per distinguere il bene e il
male, il positivo e il negativo, e pur intuendo qualcosa, è
tentata di minimizzare il tutto facendo passare Carboni per
un malinconico "sex symbol" che canta
"canzonette" per ragazzine e ragazzini di una
generazione confusa, individualista, che rinnega
superficialmente tutta una serie di valori. Il nesso tra il
mondo musicale e poetico del cantautore bolognese (non
sempre facile e non sempre accessibile a tutti) e la
popolarità incredibile che lo accompagna ai concerti (una
tournèe lunghissima che toccherà molte città e località
italiane, che parte nel 1987,
ma che continua anche l'anno
seguente, risulta di difficile soluzione anche per i
critici più navigati. L'album resta in testa alle
classifiche per cinque mesi ininterrottamente, ed il lunghissimo
tour conferma la nascita di una "star".
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
LUCA CARBONI
IL
TOUR: LUCA CARBONI TOUR 1987
IL
TOUR: LUCA CARBONI TOUR 1988
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Carboni
rifiuta l'immagine della "star", e appena
conosciuto il grande successo, si "prende" altri
due anni, riflette e lavora ad un album che non ricalchi il
precedente, sente l'esigenza di realizzare un album
"trasgressivo" anche nei confronti del suo
"successo", un album più intimo nei testi e più
acustico musicalmente, più riflessivo. Nasce così "PERSONE
SILENZIOSE" che è a livello Italiano un album
sonoricamente atipico (forse più vicino al mondo di una
band americana come i R.E.M. che verrà fuori di lì a poco,
e che guarda caso è della stessa generazione di Luca), con
canzoni più essenziali, più spartane. Ma c'è sempre molta
dolcezza, ed a sorpresa anche più concessioni alla
"poesia", addirittura la canzone "I
ragazzi che si amano" prende spunto da una vera
poesia di Prèvert.
"Primavera"
è la canzone che apre l'album, quasi un tango appena
accennato, struggente, moderno e antico nello stesso tempo,
come il testo che passa continuamente dal passato al futuro,
dal bambino all'adulto. "...Te
che non so chi sei" svela i dubbi, le incertezze e
la fragilità, la paura di non cambiare più se stessi, ed
è il primo
singolo scelto per questo album. Le chitarre di Bruno
Mariani (co-produttore dell'album) accompagnano e si
alternano alla voce di Luca, che a tratti diventa più
graffiante e "cattiva" mentre racconta di chi
(apparentemente) non conta, non ha potere, non sta nella
"stanza dei bottoni", a tutti i livelli: le "Persone
silenziose" appunto. Il coraggio e l'onestà di
Luca Carboni saranno premiati da un successo enorme nelle
vendite e da un'accoglienza clamorosa nei concerti di un
tour molto particolare, un "concept
tour" con un progetto e una scenografia molto
elaborata, un concerto che è quasi un "clip" di
due ore (è un vero peccato che non sia rimasta una
testimonianza in video!), che gira i teatri di tutte le
principali città italiane. Cinquecentomila copie vendute di
questo bellissimo e difficile album, arrivano nonostante la
scelta di una certa "silenziosità" di Luca nel
darsi promozionalmente e televisivamente.
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
PERSONE SILENZIOSE
IL
TOUR: PERSONE SILENZIOSE TOUR
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Ormai
l'artista bolognese sente evidentemente che
"prendere" tempo è fondamentale per la gestazione
di un album, ci vogliono infatti altri due anni perché esca
"CARBONI",
il 10 gennaio del 1992. Lo slogan che accompagna la campagna
di lancio: "Il primo disco del 1992!" va ben oltre
la pura constatazione cronologica, infatti ad una settimana
dall'uscita l'album è primo in classifica, ed inizia una
escalation di vendita senza precedenti per la storia di
Carboni. "CARBONI"
è un album realizzato in studio quasi totalmente da Carboni
e Mauro Malavasi con pochi altri musicisti (Mauro Patelli,
Mauro Gardella e Jimmy Villotti alle chitarre).Con Malavasi
che è anche il produttore dell'album, Carboni inventa un
sound nuovo leggero e minimale, "Ci
vuole un fisico bestiale" e "Mare
mare", ma che si ritrova anche in canzoni come "Le
storie d'amore", "La
mia città" e "Siamo
le stelle del cielo". In questo album Carboni
inserisce un brano sulla mafia ("Alzando
gli occhi al cielo"): da lì a pochi mesi avrebbero
perso la vita, in due distinti attentati a Palermo, i
giudici Falcone e Borsellino con le rispettive scorte.
Questo è l'album dove Carboni riesce con più alto livello
di ispirazione e continuità in quello che sembra essere il
suo progetto dall'inizio della sua carriera e cioè: dire
cose profonde con semplicità, essenzialità e leggerezza,
in una forma "popolare" e nello stesso tempo
originale per il suo "minimalismo". E queste idee
vengono portate alla gente anche con il "Ci
vuole un fisico bestiale Tour". Nasce con questo
album un sound che "segna" il panorama pop
italiano e di lì a poco non poche produzioni si rifaranno o
addirittura imiteranno il sound di "CARBONI".
In realtà la musica di Carboni è un Pop Trasversale nel
senso che ci sono tante influenze che convergono nella sua
musica, ma nessuna è predominante. Carboni fugge
continuamente appena la sua musica rischia di diventare
qualcosa di preciso e riconoscibile come "genere
musicale", la "non appartenenza" sembra la
sua ossessione, sembra che provi orrore ad essere
classificato in una "categoria musicale"....
"Mi sembra anacronistico e comunque fuori dalla mia
visione della musica e della canzone arrivare anche solo a
pensare di ritenermi esplicitamente un autore rock, reggae
oppure hip pop, etc.....o tutte le sotto-etichette che
vengono inventate giorno per giorno impossibili anche da
memorizzare. La cosa che mi piace ancora di meno è il
"razzismo" delle caste musicali, i problemi di
immagine, di non contaminazione, di snobismo che ci sono tra
queste caste...ognuno è libero di fare ciò che vuole, ma
mi mette molta tristezza quando sento un "artista"
(quasi sempre sollecitato dall'industria discografica) dire
cose del tipo: il "mio" pubblico non approverebbe,
non capirebbe".... dice Carboni nelle interviste
presentando questo album. Questi discorsi si traducono in
fatti quando Carboni propone a Lorenzo
Cherubini (Jovanotti) di fare un tour insieme. Un tour
di otto concerti che i due preparano con grande carica
ed energia e che avrà uno straordinario successo di
"gente" a testimoniare come non si possa dire il
"mio" ed il "tuo" pubblico, e come la
gente non sia in realtà così legata a quegli schemi di cui
Carboni parlava sopra. Si chiude così il 1992, un anno
molto intenso che è volato via tra emozioni, grandi intese,
forti correnti affettive, strette di mano, incontri
speciali.
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
CARBONI
IL
TOUR: CI VUOLE UN FISICO BESTIALE TOUR
IL
TOUR: 1992 TOUR
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Dopo
i concerti con Lorenzo, Luca sente l'esigenza di fa
conoscere la propria musica oltre i confini e parte così
nei primi mesi dell'anno una Tournée
per l'estero. Ma il 1992 è stato ricco di successi per
Luca che desidera "fissare" quell'anno,
ricordarlo, fotografarlo. Un diario? Un diario, perché no.
Nasce il "DIARIO
CARBONI": non un live in senso tradizionale, non un
semplice misto "dal vivo con inediti", non la pura
rivisitazione e riproposta di brani già conosciutissimi. La
definizione la dà lo stesso Luca: "un album un po'
live, un po' ripensato, un po' nuovo". A condurre
subito il disco verso il primo posto della classifica è "Faccio
i conti con te", brano godibilissimo che parla dei
rapporti con il nostro prossimo, anche quello multirazziale
dell'imminente domani. Ma non sono certo seconde scelte "Il
mio cuore fa ciock", "Spider"
in duetto con Ugo
Rapezzi e "Vedo
risorgere il sole" ancora con Jovanotti:
le pagine più recenti di un volume che, giorno dopo giorno,
con la discrezione che è propria del suo protagonista, è
arrivato a raccontare i primi dieci anni di una
straordinaria vicenda artistica. Il "Diario
Tour" arriva nelle città italiane più importante,
dove Luca canta nel pomeriggio e alla sera, con una
scenografia molto particolare dove spunta un mondo (che due
anni dopo sarà l'elemento chiave del nuovo album).
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
DIARIO CARBONI
IL
TOUR: CI VUOLE UN FISICO BESTIALE TOUR EUROPEO
IL
TOUR: DIARIO TOUR
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A
qualche mese dall'uscita dell'album e dopo la tournèe
italiana nei "piccoli spazi", nel febbraio 1994
l'album Diario Carboni esce, con il titolo "Diario"
e con una copertina diversa, in Svizzera, Austria,
Germania, Olanda, Svezia, Francia e Grecia. Parte quindi la tournèe
europea intitolata.
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
DIARIO
IL
TOUR: DIARIO TOUR EUROPEO
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Anticipato
dal singolo
"Inno
Nazionale" (che contiene anche "Himno
Hipernacional", il testo cantato in spagnolo, in
omaggio con un quotidiano), il 12 Ottobre 1995, giorno in
cui Carboni compie trentatré anni, esce "MONDO
world welt monde". Questo nuovo album in cui è
accentuata la ricerca del minimale e dell'essenziale non è
però realizzato come "CARBONI"
a "quattro mani", anzi, la maggior parte delle
canzoni Carboni le registra con la band che lo ha
accompagnato dal vivo in questi anni (che
"battezza" per l'occasione: "Inno N.
Band"). Il "lavorare" con la band porta ad
una energia nuova ed a una scelta di suoni più scarna e più
grezza, le canzoni realizzate in questo modo vengono
registrate in diretta, con pochissimi reverberi ed effetti,
come una registrazione di prove e la prima idea di Carboni
è di titolare l'album "Demotape '95" (provini).
Ma l'album non ha solo una direzione, in realtà oltre ai
brani realizzati in questo modo "acustico" come: "Inno
Nazionale", "Mercoledì",
"Onda",
"Sto
perdendo tempo","Ex.T.Blu",
"Kalore",
"Condomini
del mondo", si alternano brani non
"acustici" come "Ni
na na", "Non
è", "Batte
il cuore", "Nuovo
mondo". Il secondo
singolo comprende "Virtuale"
che si fa notare per la sua iper-essenzialità e una
preghiera: "Pregare
per il mondo". Sembra essere un album che vive di
contrari, di contraddizioni musicali, come se Carboni avesse
voluto mettere due "album" in uno, due
"mondi" in uno, come per dire: "... sono così,
io sono questo e quello, la mia musica va da qui a là ,e
forse anche oltre...spero!...". E così anche questo
rimane un album difficile da catalogare, da definire, è
comunque sempre rigorosamente il "mondo" di
Carboni, con i testi che hanno dolcezza ed ironia allo
stesso tempo, riflessione e istinto impulsivo. Sono infatti
le parole che decidono il titolo "MONDO
world welt monde", parole che parlano spesso di
"globalità", di "apertura", di
"disponibilità verso gli altri e verso i grandi
cambiamenti" che stiamo già vivendo alle soglie del
nuovo secolo e del nuovo millennio e che spingono Carboni a
mettere nel CD simbolicamente anche le traduzioni in altre
lingue. Del resto la "filosofia" del lavoro è
spiccatamente "sovranazionale", e già "Faccio
i conti con te" aveva lanciato un segnale in questa
direzione: "fare i conti" non solo con i propri
diretti interlocutori, con il proprio referente affettivo,
ma anche con un nuovo fratello nero o giallo, ovvero con un
tessuto sociale che, oltre a "colorarsi", si
complica specialmente quando si è "troppo
italiani" come detto con dura ironia in "Inno
nazionale".
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
MONDO (WORLD-WELT-MONDE)
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L'album
è pubblicato qualche mese più tardi anche in versione
spagnola con il titolo "MUNDO"
ed è composto da 10 brani adattati appositamente da Miguel
Bosè. A Febbraio, dopo più di tre mesi di preparazione
e progettazione, "MONDO"
diventa "MondoTour
1996": sette concerti nelle grandi città italiane,
uno dei tour più belli, nuovi ed interessanti che si siano
visti in Italia negli ultimi anni.
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
MONDO (WORLD-WELT-MONDO)
IL
TOUR: MONDO TOUR
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E'
a maggio del 1998 che esce "CAROVANA"
un album che Carboni presenta come "un viaggio intimo,
di pensieri e stati d'animo... più che canzoni, appunti,
ipotesi di canzoni".
L'album viene realizzato in un modo singolare, in casa col
computer, un album "house", senza la ricerca di un
sound potente, ma al contrario, con l'obiettivo di fissare
atmosfere, sensazioni, abbastanza rarefatte. Addirittura la
copertina è realizzata dallo stesso Carboni con il pc. A
parte il singolo
di apertura dal titolo "Le
ragazze" che vive di una certa energia e di un
certo ritmo, il resto dell'album, a partire dal brano che lo
apre, "La
casa", è sicuramente un percorso lento, ma intenso
ed emozionante, nella ricerca di comunicare qualcosa di
profondo e maturo, al di là delle mode e delle tendenze.
Canzoni come "Colori",
"Ferite",
"Caldino",
"Occidente&Oriente",
sono talmente intime e profonde che sembrano sussurrate a
chi sta ascoltando l'album. Non mancano però anche momenti
più leggeri ed ironici: "Macedonia
polare" e "La
cravatta".
Il "Live" legato a questo album vede Carboni
"partire" prima con la "Carovana
di settembre", una serie di concerti con una grande
orchestra d'archi (OFI
Chamber Orchestra ), sperimentale e spettacolare.
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
CAROVANA
IL
TOUR: CAROVANA DI SETTEMBRE E CAROVANA D'INVERNO TOUR
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Il
1999 inizia in concerto con il "Carovana
Tour 1999", che fa registrare una serie di tutto
esaurito nei teatri italiani e esteri e che mantiene,
dell'esperienza precedente, un quartetto di archi affiancato
alla band. In maggio nasce a Bologna Samuele, il primo
figlio di Luca e Marina, la sua compagna. Ed è alla
compagna e al figlio che Luca dedica "La
mia ragazza", brano contenuto ne "IL
TEMPO DELL'AMORE 1999-1984" pubblicato ad ottobre.
L'album è una raccolta con 16 successi di Carboni più due
inediti (che sono anche contenuti nel singolo):
"La
mia ragazza""La mia ragazza" e "Il
tempo dell'amore". Un album per percorrere quindici
anni di carriera, per celebrare i 4 milioni di dischi
venduti.
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
IL TEMPO DELL'AMORE
IL
TOUR: CAROVANA D'INVERNO TOUR
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Il
successo dell'album si trasforma in un grande successo nel
tour europeo, il "Live
Europe 2000", che verrà seguito da quasi 200.000
persone.
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APPROFONDIMENTI:
IL
TOUR: LIVE EUROPE TOUR
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A
gennaio Luca Carboni inizia i lavori per il nuovo album che
verrà alla luce solo 10 mesi dopo (il 26 ottobre). Il
titolo che l'artista da al suo nuovo album è "LU*CA",
e lui stesso lo definisce come un "autoritratto".
Interamente dedicato al figlio Samuele, contiene anche un
brano ispirato dalla morte della madre ("Voglia
di piangere") e il brano "Stellina
(dei cantautori)" dedicato a Renzo
Cremonini, grande amico e primo produttore di Carboni,
scomparso a settembre. Il primo
singolo "Mi ami davvero" è il più trasmesso
alle radio, l'album entra subito in classifica e si piazza
istantanemente al primo posto.
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
LU*CA
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Sulle
onde del successo dell'album "LU*CA",
il 18 gennaio viene pubblicato il secondo singolo "La
nostra storia", una ballata intensa e originale.
Prodotto anche il video,
la canzone diventa colonna sonora di "Azione
aiuto", un'associazione che raccoglie fondi per
promuovere adozioni a distanza. Il 26 gennaio prende il via
il "Lu*ca
Tour 2002" che vedrà Luca impegnato in moltissimi
teatri d'Italia, ma anche in Germania, Svizzera, Austria e,
per la prima volta, in Slovenia: oltre 70 concerti!!!
In Febbraio, partecipa ad una trasmissione con Dalla,
e duetta in una esibizione memorabile il brano "Ayrton"
scritto nel 1992 da Lucio.
In estate esce il singolo "Le
parole", mentre il 13 settembre è la volta del
brano "Stellina
(dei cantautori)". Luca per la prima volta
partecipa al Premio Tenco, e in ottobre è ospite alla Barcolana
di Trieste. Di nuovo in tv con Morandi. A dicembre esce il
primo DVD di Luca, intitolato semplicemente "Autoritratto":
la voce di Luca fuoricampo racconta dieci tra i migliori
videoclip di Luca, compreso quello di "Mi
ami davvero".
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APPROFONDIMENTI:
DVD:
AUTORITRATTO
IL
TOUR: LU*CA TOUR
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Dopo
mesi di lavoro e selezione su tutto il materiale Live
registrato nei vari concerti degli ultimi 10 anni
(1992-2002), esce in ottobre il primo doppio album Live di
Luca Carboni, intitolato "Luca
Carboni Live" (che modestamente ha scartato
l'ipotesi di intitolarlo "Il grande Live". Una
selezione di 29 significativi brani dal vivo tratti da tutti
gli album pubblicati da Luca con l'aggiunta dell'inedita
ballata "Settembre",
che diverrà anche un bellissimo videoclip.
Con
l'uscita dell'album anche l'anticipazione che nel febbraio
dell'anno successivo sarebbe stato pubblicato "Autoritratto",
il primo libro scritto da Luca.
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM:
LUCA CARBONI LIVE
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Il
secondo
singolo estratto dall'album live è la versione dal vivo
di uno storico brano di Luca: Farfallina. E come promesso, a
fine febbraio la casa editrice Pendragon pubblica "Autoritratto",
il primo libro di Luca che lo presenta con il seguente
slogan: "Questo non è un libro, ma un pasticcio di
visioni". Un lavoro particolare che miscela le opere
pittoriche (i disegnini!) di Luca e le sue poesie, con molte
riflessioni rivolte al passato e con le speranze per il
futuro. Parte una serie di presentazioni del libro in
svariati luoghi: da librerie a circoli culturali, da centri
commerciali ad aule universitarie. Luca incontra i suoi
lettori ed ogni volta risponde alle domande. L'affetto del
pubblico verrà a breve ricambiato con un tour, "Autoritratto
Live". Si tratta di concerti che recuperano brani
storici, da tempo non proposti dal vivo. Scenografie
essenziali e giochi di luce regalano atmosfere soft e
intime. E' un successo di pubblico, il pubblico di sempre
che lo acclama da ormai venti anni.
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APPROFONDIMENTI:
LIBRO:
AUTORITRATTO
TOUR:
AUTORITRATTO LIVE
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In
anteprima al tg2 della Rai e poi dall'8 settembre in onda su
tutte le emittenti radiofoniche il primo
singolo "Malinconia". Una ballata dolce che
mesola ritmi rock, capace di riproporre temi difficili da
raccontare, quasi fossero tabù ("e pensare, che
potrebbe anche esser dolce, un giorno anche morire"),
tuttavia espressi con forte impatto emotivo da Luca.
Il
brano entra subito in classifica e anticipa l'album "...Le
band si sciolgono", che nonostante sia il primo
disco interamente prodotto da Luca, che suona anche le
tastiere in tutti i brani, è un album che trova la
partecipazione di Gaetano Curreri (autore delle musiche del
brano "Lampi di vita"), di Pino Daniele (musicista
in "La mia isola", brano che Luca ha voluto
dedicare all'Isola d'Elba) e di Tiziano Ferro (in un duetto
"Pensieri al tramonto".
L'album,
composto da 9 brani, ha come tema principale il tempo ed è
pubblicato il 29 settembre 2006, in versione cd e cd+dvd.
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APPROFONDIMENTI:
ALBUM: ...LE BAND SI SCIOLGONO |
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