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"Sono
passato da Bologna una notte di Aprile per sentire il
nuovo disco di Luca che l'aveva appena finito. Sono salito
sulla sua macchina e siamo partiti verso nessun posto,
come si fa spesso in città la sera, si va in giro con la
macchina ascoltando musica e guardandosi intorno,
percorrendo le strade del centro che di giorno sono chiuse
al traffico e le tangenziali, perdendosi a volte,
dondolando la testa al ritmo di qualcosa lasciando che sia
quello che esce dallo stereo a decidere la velocità e la
direzione. Abbiamo messo su un cd fresco fresco senza
ancora la copertina e in silenzio si andava e pezzo dopo
pezzo il disco nuovo di Luca scorreva insieme a quelle
strade e ci siamo ritrovati in una statale di campagna
insieme a queste canzoni bellissime e allora ho cominciato
a parlare io e a spiegare a colui che le ha scritte e
cantate perché questo disco è bellissimo, gliel'ho detto
come se lui non lo sapesse che questo è un disco
incredibile, ho parlato parecchio dopo averlo ascoltato
senza dire una parola e senza neanche fiatare durante lo
spazio silenzioso che divide le canzoni. Questo nuovo
disco di Luca è un libro, un libro di racconti, di storie
personali, un libro autentico, coinvolgente, come sa
essere coinvolgente un'artista che racconta se stesso e il
suo mondo, non il mondo, ma il suo mondo. E' un libro
perché solo di fronte ad un libro si crea un'intimità
assoluta fra te e quel mondo che essendo autentico è il
tuo mondo, sei tu e il libro, niente altro, tu e una
storia. E' quella differenza che esiste tra la
televisione e il monitor del computer, quando guardi la tv
hai la sensazione di pArtecipare ad un rito mediatico di
massa, quando sei di fronte al tuo monitor sei tu e lui,
anche se in milioni stanno facendo la stessa cosa la tua
sensazione è di essere tu e lui. L'ho sentito una volta
sola questo nuovo disco di Luca e ho una gran voglia di
sentirlo ancora perchè è musica che non assomiglia a
niente. Questi arrangiamenti superscarni, poveri nel senso
francescano, di una povertà allegra e meditata, gioiosa e
profondissima, queste parole che si dicono fra due che si
amano, queste melodie che sono melodie proprio di Carboni
e di nessun'altro, come se Luca invece della scala delle
sette note usasse le scale della sua casa per comporre
queste melodie. E' un gioco senza compromessi, deciso e
decisivo, coraggioso all'incontrario, il coraggio di chi
nell'epoca del suono totale di racconta storie vere, il
coraggio di chi decide di mettere in pratica la
frase magica: essere se stesso. Alla fine ho avuto un'idea
e l'ho detta a Luca. Io credo che lui dovrebbe fare il
primo tour nella storia in giro per le case, dovrebbe
andare casa per casa con la sua tastiera a far sentire
queste canzoni nelle camerette, nelle anticucine, nei
terrazzi, oppure nelle auto sedersi dietro e mentre una va
lui gli fa un concertino, negli autobus mettersi lì la
mattina e cantare al posto dei walkman sulle teste dei
ragazzi. Poi ho pensato che questo è esattamente ciò che
avviene ascoltando questa nuova musica di Luca, lui è lì
che ti arriva con nove pezzi a alla fine ti saluta con
quella "Occidente&Oriente" che è talmente
bella che dopo hai bisogno di sentire un po' di canzoni
banali e modaiole per riprendere fiato. Spogliatevi dei
vostri riferimenti e dei condizionamenti del mercato
discografico e provate a mettervi semplicemente di fronte
al suono di queste canzoni e credo che anche per voi sarà
un'esperienza incredibilmente autentica e profonda,
assolutamente unica."
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