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E'
la prima data ufficiale del tour. Anticipa Rosario di Bella che
proprio da quel giorno è nei negozi col suo ultimo disco.
Questa la scaletta:
1.
Segni del tempo
2.
Sarà un uomo
3.
Giovani disponibili
4.
Sto Pensando
5.
Settembre
6.
La mia città
7.
E' caduta una stella
8.
Sexy
9.
Lampo di vita
10.
La mia isola
11.
Le storie d'amore
12.
Silvia lo sai (versione acustica)
13.
Primavera (versione acustica)
14.
Persone silenziose (versione acustica)
15.
Il tempo dell'amore (versione acustica)
16.
Farfallina
17.
Le band
18.
Malinconia
19.
Inno Nazionale
20.
Mi ami davvero
21.
Pensieri al tramonto (duetto con Rosario di Bella)
22.
Solarium
23.
Ci vuole un fisico bestiale
24.
Vieni a vivere con me
25.
L'amore che cos'è
26.
Mare Mare
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DATA:
18 Febbraio 2007
TITOLO:
Pubblico entusiasta,
insieme a qualche nota stonata, per il concerto del
cantautore
bolognese al «Buddha» di Orzinuovi. Carboni
mostra i «Segni del tempo».
Una voce più espressiva, ma
anche un esagerato ricorso all’elettronica anni Ottanta
TESTATA:
Bresciaoggi
AUTORE:
Luca Canini
Quello
di Carboni venerdì sera al «Buddha cafè» di Orzinuovi non
era un concerto qualsiasi. Innanzitutto perché si trattava
della serata inaugurale di un lungo ed ambizioso tour,
strutturato secondo un ormai classico schema tripartito: i club
(febbraio), i teatri (marzo) e i palasport (aprile).
In secondo luogo, la serata coincideva con il lancio del singolo
«Le band», terzo estratto dall’album di recente
pubblicazione «Le band si sciolgono» (nono disco ufficiale,
arrivato nei negozi lo scorso 29 settembre). Infine, a conferma
dell’iperattività che sembra essersi impossessata del
cantautore bolognese, è prossima l’uscita nelle librerie di
«Segni del tempo», un’autobiografia scritta a quattro mani
con il giornalista e critico musicale Massimo Cotto.
E, proprio prendendo spunto dal titolo del libro, verrebbe da
scrivere che di segni il tempo ne ha lasciati parecchi. Non
tanto, o meglio, non soltanto sul volto di un Carboni ormai
prossimo ai 45 anni, ma anche e soprattutto nella voce, più
profonda, matura ed espressiva.
Il tempo, invece, e purtroppo, non sembra essere passato per
certi vezzi anni Ottanta e per certe insostenibili «tastierone»
dal suono tremendamente artificiale. Immutato anche il vizio di
ricorrere a un’elettronica invadente, ingenua e francamente
amatoriale.
Per assurdo, sono proprio le canzoni tratte dall’ultimo disco
a soffrire di un eccesso di nostalgia per quel pop plastificato
che si sperava sepolto per sempre: «Sto pensando», «Le
band», «Pensieri al tramonto» e «Malinconoia» (orribile
neologismo di masiniana memoria).
Le cose migliorano decisamente quando Carboni si tuffa nel
passato e tira le somme di una carriera che, volenti o nolenti,
ha segnato la storia recente della canzone italiana. Nel
gruppone dei grandi classici spiccano «Sexy», brano sfacciato
dal ritmo incalzante, e «Giovani disponibili», un autentico
inno generazionale per la gioventù post ’77 (siamo nati per
aspettare).
Di notevole impatto emotivo anche il miniset acustico piazzato a
metà della scaletta, impreziosito da arpeggi delicati e da una
struggente rilettura dell’intramontabile «Silvia lo sai».
Finale in crescendo con una travolgente sequenza di successi
strappa applausi: «Ci vuole un fisico bestiale», «Vieni a
vivere con me» - l’apice dell’intero concerto -,
«L’amore che cos’è» e «Mare mare».
Il numeroso pubblico accorso non ha mancato di far sentire il
proprio calore e il proprio entusiasmo per un’artista che, al
di là degli alti e bassi, sembra aver mantenuto un forte
ascendente sui suoi fans.
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