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Scrivere
canzoni vuol dire fare nascere un incontro, tra due forme di
espressione diverse, la musica e le parole.
Sfogliando i miei quaderni di appunti, dal 1984 ad oggi, mi
sono accorto di avere sempre realizzato spontaneamente anche
un altro tipo di “incontro”: quello delle parole con il
disegno... con le immagini.
I miei quaderni sono un susseguirsi di pensieri, appunti, idee
di canzoni, disegnini, schizzi, studi con i pennarelli di
quadri da realizzare, annotazioni di “visioni” da non
dimenticare.
Sfogliandoli, in questi ultimi tempi, ho intravisto le tracce
di un percorso, che a tratti si perdevano, ma che poi
ritrovavo.
Ho intravisto l’ipotesi di un’opera un po’ strana,
originale… l’ipotesi di un racconto fatto non solo di
parole, ma anche e soprattutto di immagini, di colori.
Sono nati così i sei capitoli di Autoritratto… un diario
che parte proprio da uno schizzo della mia generazione, degli
anni Ottanta, anni in cui ho cominciato a scrivere, a fare
musica e, ho scoperto un po’ alla volta, anche a disegnare.
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