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Il libricino,
omaggio per chi acquistava l'album "Carboni" del
1992 o in allegato alla rivista "Tutto Musica e
spettacolo" è
suddiviso in 7 piccoli capitoli.
La canzone che non c'è
Il tempo
La concentrazione e il fisico bestiale
L'amore
La città
Il potere
I sogni, le stelle e gli angeli
Si
compone di pensieri e di disegnini prodotti da Luca. Qui sotto una selezione di
alcuni pensieri tratti dal libricino di Luca.
Mi
aspetto grandi cose da me,
grandi
momenti di amore,
idee
che fanno battere il cuore
e
dopo momenti di confusione:
sorridere.
Sono
qui per il bisogno ed il gusto che un tale ha provato nel
sentirmi, nell’immaginarmi e dovresti sapere come ha goduto,
sofferto, faticato, come è stato sincero, come è stato
falso, come si è arrabbiato e come è stato calmo, come si
tirava indietro e come voleva esserci, come si sentiva
inutile, niente, e come si sentiva Dio, come mi confrontava,
come si è confuso. Comunque sono qui, sono un disco, un libro
seduto sulla libreria.
Può
succedere?
Guardo
un miliardo di occhi e capisco che può succedere.
Ogni
volta che mi dilungo riguardo qualcosa cui tengo, come
scrivere, arriva sempre il momento in cui ho la sensazione di
perdere del tempo, di essere lontano dalle cose, dalla vita.
Mi accorgo come di non resistere a stare più di un certo
tempo senza avere cose nuove, nuovi scenari, nuovi movimenti
nel mio campo ottico. I miei occhi devono vedere molto, per
sentire di vivere. E le mie orecchie sentire. E il mio viso,
la mia pelle hanno bisogno del vento, del sole, del freddo per
poter vivere, per pensare. E non è mai abbastanza: ho bisogno
di spazio, di sentire che lo possiedo e che mi possiede, ho
bisogno di non essere mai nello stesso punto; angolazioni
diverse. Per questo dopo un po’ che scrivo devo alzare gli
occhi dal foglio, e le orecchie dai pensieri per immergermi
nel mondo che vedo, che sento. E solo così posso avere e
sentire il mondo che immagino, e quindi ancora quello che
sento, e poi di nuovo quello che immagino.
Che
ci si trovi adulti tutto in una volta?
All’improvviso?
Senza
che succeda nulla di particolare?
Al
sole quel giorno piaceva giocare
spariva
e tornava, dava e rubava
anche
il mio cuore scherzava
smetteva
e batteva, batteva e di colpo rideva
di
colpo: o sto impazzendo o sono felice,
tanto che incontrandoti mi fermai e ti dissi:
ti
sembra questa l'ora di arrivare?
tu mi guardavi stupita
no, prima di allora non c'eravamo mai visti,
ah, tutto il mondo quel giorno sembrava scherzare
e io avrei potuto giurare che in quel momento
nessuno moriva di fame, nessun incidente, nessun colpo di
stato
nessun disoccupato lo avrei potuto giurare
nessun dente cariato, nessun bimbo picchiato,
ah, il sole quel giorno continuava a giocare
entrava a chiazze dentro le case
buttava ombre lunghe, lungo la strada
anche
il mio cuore stava esagerando
sembrava ubriaco
di colpo pensai a Renzo e di colpo capii
che lui però non mi stava pensando
se
avessi una casa stasera,
pensavo
organizzerei una festa
o sto impazzendo o sono felice
sta di fatto che stavo già comprando
le
coca cole e la maionese
ah il mondo quel giorno era davvero un bel gioco
io stavo scalzo sul dondolo bianco
di
una casa del mare
e il tramonto arrivò in un secondo,
ma correndo, ricordo che feci in tempo
ad
arrivare al negozio, comprare un nastro
e correndo più forte tornare a sdraiarmi
sul
dondolo bianco della casa del mare
alzare il volume, chiudere gli occhi
e
sentire il mio cuore ed il sole che
tramontavano insieme. |