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Ampio
spazio, anche in questi giorni, alla notizia dell'uscita del nuovo
album di Luca, con alcune interessanti interviste nelle quali Luca
svela alcune curiosità.
"Ho
dovuto fare un'altra lunga selezione perché avevo moltissime
versioni dello stesso brano. Poi c'è stato il lavoro di mix in
studio, anche se non ho risuonato nulla, perché mi piaceva l'idea
di fermare le cose come erano realmente accadute: ho dovuto lasciare
fuori cose che avrei voluto includere ma le ho rimandate ad un
prossimo live, magari tra dieci anni..." dice Luca ad un
intervista a La Nazione, spiegando la difficile scelta della lista
dei brani.
Poi
fa un analisi di sè: "Credo di essere uno dei pochi o forse
l'unico cantautore uscito negli anni Ottanta. Sentivo sulla pelle i
cambiamenti, li raccontavo. Mi ricordo che era difficile dialogare
con i giornalisti. Ero visto magari come un bel ragazzino che faceva
cose interessanti o come un qualunquista. Era difficile
capirsi" (Kataweb Musica). E spiega anche che realizzando
gli album "Carovana" e "Mondo" "sono
andato un po' in confusione, ci voleva più rigore formale".
Poi
Luca parla (Corriere Adriatico) della copertina dell'album: "Ho
scelto con una punta d'ironia l'immagine del riposo del guerriero
invece di una che evidenzia la dimensione più energica del
concerto. Mi piaceva questa fotografia, scattata mentre dormivo sul
pullman con la band dopo un concerto a Monaco di Baviera".
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ADRIATICO L'intervista a Luca. IL
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