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TITOLO:
Presentazione brano per brano del nuovo album "...Le
band si sciolgono"
SEGNI DEL TEMPO
"Io e te
Certo il tempo ci ha segnato
Questo tempo che è passato
vieni più vicino
Forse il mondo ci ha ferito
Forse in tanti hanno tradito
vieni più vicino
Si stringimi così e non
avere paura
Si stringimi così io non ho
più paura"
Un omaggio alla mia generazione, che è stata ingiustamente
considerata impalpabile, silenziosa e incapace d'incidere in
modo significativo sulla società nel periodo del cosiddetto
"post impegno". Mi piace parlare di noi quarantenni,
che oggi siamo padri e madri: anche attraverso i nostri figli,
nel modo di crescerli e di educarli, possiamo lasciare un
segno importante e indelebile nel tempo.
LAMPO DI VITA (musica di
Gaetano Curreri)
"A scuola me ne fregavo
dei voti non volevo essere giudicato
ma quanto entusiasmo che
avevo e quanta voglia d'imparare a volare
e che voglia di stare ad
ascoltare e conoscere tutte le cose
Ma i professori non insegnano
niente bisogna sempre fare da soli"
Il dialogo immaginario con una ragazza del passato mi aiuta a
raccontare come ero io e capire se i miei sogni si sono
avverati. Quando ci si volta indietro a guardare la scia del
proprio viaggio nella vita, ci si domanda se il nostro
percorso, umano e artistico, ha preso una direzione
affascinante o se è rimasto inespresso e nascosto in qualche
angolo buio. Nel mio viaggio spero che ci sia ancora molto da
esplorare, però mi ritengo un uomo fortunato, perché ho
preso il vento buono per la navigazione: ho realizzato tanti i
miei sogni e ho sempre nuovi stimoli. Qui il tema del tempo è
sviluppato attraverso la formula della canzone d'amore,
fotografando la mia generazione da un punto d'osservazione più
individuale e meno collettivo. L'accenno critico ai professori
(citazione di un trattato del filosofo Rudolph Steiner) è un
retaggio della mia esperienza traumatica con insegnanti troppo
rigidi: il fine della scuola è insegnare, ma anche
assecondare la curiosità dei ragazzi, invece la mia poneva
spesso limiti e barriere.
STO PENSANDO
"Sto pensando a questi
anni un po' strani in cui tutto diventa pubblicità anche la
carità
Sto pensando a questi freddi
Natali di ansia per i regali senza felicità
All'anno che verrà
Alle parole che non dicono
mai tutta la verità"
Un viaggio, un volo leggero, come se dall'alto guardassi tutta
la mia vita e oltre, tentando di scrutare il futuro. Pensieri,
sensazioni, ricordi, piccoli flash per scoprire comunque come
è grande la gioia di essere qui a vivere questi anni, il mio
tempo. È stata la canzone guida dell'intero disco: quando
l'ho composta, infatti, ho provato la sensazione che l'album
stesse predendo una dimensione definita.
LE BAND
"E gli anni passano gli
amori finiscono
Le band si sciolgono senza un
perché
I clacson suonano le
stronzate piacciono
Le stesse cose ci annoiano
senza un perché
Le facce cambiano le tette si
gonfiano
Altre cose spariscono senza
un perché"
È la canzone da cui è tratto il titolo dell'intero album. Un
brano ironico e amaro in cui gioco continuamente fra grandi
temi e banalità, chiedendomi in fondo, senza avere risposte,
il perché della forza distruttrice dell'uomo nei confronti
delle cose, dell'ambiente e soprattutto di se stesso.
MALINCONIA
"Sembra quasi la felicità
sembra quasi l'anima che va
Il sogno che si mischia alla
realtà
Puoi scambiarla per tristezza
ma è solo l'anima che sa
Che anche il dolore servirà"
Il primo singolo dell'album è un tentativo di descrivere e
raccontare cos'è per me la malinconia. Uno stato d'animo
apparentemente passivo, riflessivo, per nulla estroverso, nel
quale invece la sensibilità è al massimo e ti scopri a
sentire, percepire, catalizzare e assorbire certe suggestioni
umane. In alcuni momenti assomiglia davvero alla felicità,
perché riesci a entrare in contatto con gli altri, a capirli,
senza bisogno di parole. Dalla malinconia è venuta spesso
l'ispirazione per le mie cose più creative, soprattutto in
campo musicale.
È CADUTA UNA STELLA
"È caduta una stella
tutto si avvererà
La coperta è gelata è
l'estate che va…
A volte penso che sei
Come l'acqua che sai
Si può bere però
Non si può stringere
mai"
Una canzone sulla bellezza dell'inafferrabilità dell'amore e
della persona che condivide con te questo sentimento. Il
desiderio di conoscerla sempre più profondamente si rinnova
in continuazione, perché questa persona è al tempo stesso
fonte di gioia ma anche di mistero; come l'acqua che ti
disseta ma che non riesci a stringere nella mano.
PENSIERI AL TRAMONTO (duetto
con Tiziano Ferro)
"Ci addormentiamo e i
sogni poi piano piano entrano
Come dottori attenti che ci
guariscono
O come amici veri che ci
capiscono…
Non riesco avere miti ne eroi
io sono un mito per me
So che un bel vestito nuovo
non può darmi nessuna felicità"
L'ho scritto ispirandomi a una vecchia antologia di George
Heym, un poeta tedesco dei primi del Novecento. In particolare
due poesie ("Quiete" e "Fantasticherie in
azzurro") mi hanno dato lo spunto per creare una
struttura di frasi sovrapposte come in un botta e risposta fra
azione e pensiero. Un brano così concepito era perfetto per
un duetto e sono felice di averlo cantato con Tiziano Ferro:
stimo molto la sua voce, che infatti ha rafforzato i concetti
del testo.
CI SI DIMENTICA
"E poi succede che ci si
dimentica
Del compleanno no solo un po'
di noi
E poi succede che che fuori
nevica
Si copre tutto e io non so più
chi sei"
È la traccia più malinconica del cd e avrebbe potuto
intitolarsi "Il compleanno". Pur ricordando certe
ricorrenze, in un rapporto di coppia può succedere di
dimenticare cose ben più fondamentali: abbandonandosi alla
routine si corre il rischio che le cose esterne assumano più
importanza rispetto ai valori reali della vita.
LA MIA ISOLA (Pino Daniele
alla chitarra)
"Forse il destino della
gente è quello di viaggiare sempre e di non fermarsi mai
Ogni giorno andare in posti
sconosciuti in cui non siamo stati mai
È così che mi sento io
Con lo zaino in spalla io
Guardo lontano e vado
via"
Il viaggio come metafora della vita e l'approdo del navigatore
sull'isola come rappresentazione della realizzazione di un
progetto o dell'incontro con il grande amore. Il brano è
dedicato all'isola d'Elba, un luogo che amo e dove trascorro
molto tempo: l'ho scritto su uno scoglio dove la realtà di
isola si fondeva con l'aspetto simbolico della fine del
viaggio. La canzone parla di una navigazione verso il tramonto
con la prua a ovest, ma contiene molti elementi latini e del
sud: già nella sua fase embrionale ho pensato alla chitarra
di Pino Daniele, che mi ha fatto il grande onore di
impreziosire la mia composizione con il suo talento e la sua
sensibilità.
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