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.: PAROLA DI LUCA: Le interviste della stampa

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DATA: 29 Settembre 2006

TESTATA:

AUTORE: Luca Carboni

TITOLO: Presentazione brano per brano del nuovo album "...Le band si sciolgono" 


SEGNI DEL TEMPO
"Io e te
Certo il tempo ci ha segnato
Questo tempo che è passato vieni più vicino
Forse il mondo ci ha ferito
Forse in tanti hanno tradito vieni più vicino
Si stringimi così e non avere paura
Si stringimi così io non ho più paura"

Un omaggio alla mia generazione, che è stata ingiustamente considerata impalpabile, silenziosa e incapace d'incidere in modo significativo sulla società nel periodo del cosiddetto "post impegno". Mi piace parlare di noi quarantenni, che oggi siamo padri e madri: anche attraverso i nostri figli, nel modo di crescerli e di educarli, possiamo lasciare un segno importante e indelebile nel tempo.

LAMPO DI VITA (musica di Gaetano Curreri)
"A scuola me ne fregavo dei voti non volevo essere giudicato
ma quanto entusiasmo che avevo e quanta voglia d'imparare a volare
e che voglia di stare ad ascoltare e conoscere tutte le cose
Ma i professori non insegnano niente bisogna sempre fare da soli"

Il dialogo immaginario con una ragazza del passato mi aiuta a raccontare come ero io e capire se i miei sogni si sono avverati. Quando ci si volta indietro a guardare la scia del proprio viaggio nella vita, ci si domanda se il nostro percorso, umano e artistico, ha preso una direzione affascinante o se è rimasto inespresso e nascosto in qualche angolo buio. Nel mio viaggio spero che ci sia ancora molto da esplorare, però mi ritengo un uomo fortunato, perché ho preso il vento buono per la navigazione: ho realizzato tanti i miei sogni e ho sempre nuovi stimoli. Qui il tema del tempo è sviluppato attraverso la formula della canzone d'amore, fotografando la mia generazione da un punto d'osservazione più individuale e meno collettivo. L'accenno critico ai professori (citazione di un trattato del filosofo Rudolph Steiner) è un retaggio della mia esperienza traumatica con insegnanti troppo rigidi: il fine della scuola è insegnare, ma anche assecondare la curiosità dei ragazzi, invece la mia poneva spesso limiti e barriere.

STO PENSANDO
"Sto pensando a questi anni un po' strani in cui tutto diventa pubblicità anche la carità
Sto pensando a questi freddi Natali di ansia per i regali senza felicità
All'anno che verrà
Alle parole che non dicono mai tutta la verità"

Un viaggio, un volo leggero, come se dall'alto guardassi tutta la mia vita e oltre, tentando di scrutare il futuro. Pensieri, sensazioni, ricordi, piccoli flash per scoprire comunque come è grande la gioia di essere qui a vivere questi anni, il mio tempo. È stata la canzone guida dell'intero disco: quando l'ho composta, infatti, ho provato la sensazione che l'album stesse predendo una dimensione definita.

LE BAND
"E gli anni passano gli amori finiscono
Le band si sciolgono senza un perché
I clacson suonano le stronzate piacciono
Le stesse cose ci annoiano senza un perché
Le facce cambiano le tette si gonfiano
Altre cose spariscono senza un perché"

È la canzone da cui è tratto il titolo dell'intero album. Un brano ironico e amaro in cui gioco continuamente fra grandi temi e banalità, chiedendomi in fondo, senza avere risposte, il perché della forza distruttrice dell'uomo nei confronti delle cose, dell'ambiente e soprattutto di se stesso.

MALINCONIA
"Sembra quasi la felicità sembra quasi l'anima che va
Il sogno che si mischia alla realtà
Puoi scambiarla per tristezza ma è solo l'anima che sa
Che anche il dolore servirà"

Il primo singolo dell'album è un tentativo di descrivere e raccontare cos'è per me la malinconia. Uno stato d'animo apparentemente passivo, riflessivo, per nulla estroverso, nel quale invece la sensibilità è al massimo e ti scopri a sentire, percepire, catalizzare e assorbire certe suggestioni umane. In alcuni momenti assomiglia davvero alla felicità, perché riesci a entrare in contatto con gli altri, a capirli, senza bisogno di parole. Dalla malinconia è venuta spesso l'ispirazione per le mie cose più creative, soprattutto in campo musicale.

È CADUTA UNA STELLA
"È caduta una stella tutto si avvererà
La coperta è gelata è l'estate che va…
A volte penso che sei
Come l'acqua che sai
Si può bere però
Non si può stringere mai"

Una canzone sulla bellezza dell'inafferrabilità dell'amore e della persona che condivide con te questo sentimento. Il desiderio di conoscerla sempre più profondamente si rinnova in continuazione, perché questa persona è al tempo stesso fonte di gioia ma anche di mistero; come l'acqua che ti disseta ma che non riesci a stringere nella mano.


PENSIERI AL TRAMONTO (duetto con Tiziano Ferro)
"Ci addormentiamo e i sogni poi piano piano entrano
Come dottori attenti che ci guariscono
O come amici veri che ci capiscono…
Non riesco avere miti ne eroi io sono un mito per me
So che un bel vestito nuovo non può darmi nessuna felicità"

L'ho scritto ispirandomi a una vecchia antologia di George Heym, un poeta tedesco dei primi del Novecento. In particolare due poesie ("Quiete" e "Fantasticherie in azzurro") mi hanno dato lo spunto per creare una struttura di frasi sovrapposte come in un botta e risposta fra azione e pensiero. Un brano così concepito era perfetto per un duetto e sono felice di averlo cantato con Tiziano Ferro: stimo molto la sua voce, che infatti ha rafforzato i concetti del testo.

CI SI DIMENTICA
"E poi succede che ci si dimentica
Del compleanno no solo un po' di noi
E poi succede che che fuori nevica
Si copre tutto e io non so più chi sei"

È la traccia più malinconica del cd e avrebbe potuto intitolarsi "Il compleanno". Pur ricordando certe ricorrenze, in un rapporto di coppia può succedere di dimenticare cose ben più fondamentali: abbandonandosi alla routine si corre il rischio che le cose esterne assumano più importanza rispetto ai valori reali della vita.

LA MIA ISOLA (Pino Daniele alla chitarra)
"Forse il destino della gente è quello di viaggiare sempre e di non fermarsi mai
Ogni giorno andare in posti sconosciuti in cui non siamo stati mai
È così che mi sento io
Con lo zaino in spalla io
Guardo lontano e vado via"

Il viaggio come metafora della vita e l'approdo del navigatore sull'isola come rappresentazione della realizzazione di un progetto o dell'incontro con il grande amore. Il brano è dedicato all'isola d'Elba, un luogo che amo e dove trascorro molto tempo: l'ho scritto su uno scoglio dove la realtà di isola si fondeva con l'aspetto simbolico della fine del viaggio. La canzone parla di una navigazione verso il tramonto con la prua a ovest, ma contiene molti elementi latini e del sud: già nella sua fase embrionale ho pensato alla chitarra di Pino Daniele, che mi ha fatto il grande onore di impreziosire la mia composizione con il suo talento e la sua sensibilità.

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 LINKS E APPROFONDIMENTI

LO SPECIALE: Aspettando il nuovo album in uscita il 29 settembre

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